Predatori e sassi

400mln di profili sono gli attori dell’ecosistema chiamato Instagram.
Ogni giorno un’azienda si sveglia e sa che deve clicckare più velocemente di un influencer per raggiungere i suoi clienti, altrimenti, dovrà pagarne un esperto per farsi conoscere.
Questo è quello che ogni giorno accade nell’eterna sfida tra influencer e aziende o meglio tra predatori e prede.
Che ruolo hanno gli utenti in questo gioco?
Sono Sassi, non hanno tornaconti personali dall’essere attivi o passivi all’interno della piattaforma, seguono, caricano foto e scrivono commenti.
Eppure arrivano a perdere anche 3/4 ore al giorno nella gestione di questa attività, ignari di essere la moneta di scambio tra predatori e prede.

Cosa spendiamo su Instagram

Vi siete mai chiesti perché qualcuno dovrebbe regalarci delle applicazioni?
Perché le società crescono e proliferano dietro siti web e app nelle quali non versiamo un euro?

Instagram, guadagna dagli annunci che brand, aziende e utenti inseriscono nella piattaforma per raggiungere più clientela o affermare sé stessi (il cosiddetto personal branding), comprando pacchetti di utenti da raggiungere, tutti suddivisi tra abitudini, sesso, età, località, gusti e interessi.
Ricordate di aver dato tutte queste informazioni ad Instagram?
Probabilmente no, eppure lo avete fatto nel momento in cui vi siete registrati su Facebook, e ogni qualvolta pubblicate una foto!
C’è un robot che guarda ogni vostra foto, e la trascrive in testo, per capire cosa c’è dentro, ecco perché quella volta che avete pubblicato una foto in riva al mare, su Instagram avete visto l’annuncio per comprare un materassino gonfiabile.
Ecco cosa siamo per Instagram, pacchetti da vendere, merce di scambio!

Bot per spiarvi, bot per spiare

Qualche mese fa ho deciso di creare un bot per Instagram capace di gestire in totale autonomia un profilo.

Ho portato alla vita questo piccolo robottino virtuale per un solo scopo, ero stanco di mettere like, di vedere le foto, di scrollare in basso ed in alto, e di clicckare i soliti tasti, ma non avevo intenzione di regalare le mie informazioni di accesso alle app e ai siti di terzi, eppure ho scoperto una triste verità.
Il mio bot è capace di togliere 60 profili seguiti (il cosidetto unfollow) in circa 15 minuti senza farsi scoprire dall’algoritmo di Instagram, una pratica molto comune, perché è buona norma avere più follower che profili seguiti (aspiriamo tutti ad essere VIP in fondo).
Dopo tre giornate di intensivo utilizzo del bot (un’ora a giornata), il mio profilo varia i suoi numeri seguendo la seguente tabella:

Giorno Follower Profili seguiti
556 1526
436 1346
346 1166

Togliendo il segui da alcuni profili, a loro volta questi lo tolgono al mio. Ne ho cercato le cause, ed ho calcolato che circa il 40% dei miei contatti, utilizza bot Instagram per il controllo dei follower e dei following.

La domanda

Mi regalereste mai la vostra mail e la vostra password Instagram? Immagino sia un no, apertamente non dareste mai i vostri dati ad un’altra persona. Il 40% dei miei contatti, che mai darebbero le loro credenziali, lo fanno quotidianamente.
Siamo i sassi di un ecosistema virtuale, non abbiamo tornaconti personali eppure carichiamo li tutta la nostra vita. Parte del nostro ego è riempito dal successo o dall’insuccesso che otteniamo su Instagram, perché la nostra pagina è la proiezione virtuale dei nostri sentimenti più profondi. Su Facebook siamo quello che appariamo agli occhi di chi ci vede per strada, su LinkedIn siamo quello che appariamo agli occhi di chi legge il nostro curriculum, su Instagram siamo quello che vogliamo apparire.

È un social sempre più importante, eppure ne regaliamo di continuo la sicurezza, fidandoci di bot gestiti da altri, con la speranza che possa farci apparire migliore.
E allora tra qualche anno, faremo guidare la nostra macchina ad un bot? Ci faremo operare da braccia robotiche?
Faremo gestire le nostre aziende a intelligenze artificiali, consegnando chiavi, cassaforti e password?
Come sapremo dove colpiranno le nuove pandemie se non tramite l’utilizzo di bot progettati per utilizzare il machine learning?

Il futuro che ci aspetta è un insieme di automazioni e scelte predittive, già oggi nella nostra quotidianità i bot hanno preso spazio, gli studenti dovrebbero già cambiare la propria forma mentis a favore delle nuove tecnologie, perché Machine Learning, Deep Learning, BlockChain sono termini che non competono solo ad informatici, ma ad ing. Meccanici, Medici, Economi, Imprenditori e Ing. Gestionali.
Le quattro domande scritte sopra sono pochi esempi degli impieghi che dovranno imparare a gestire i bot per continuare il loro percorso di studi!

(Questo articolo potrebbe essere stato scritto da un bot)

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