Junior Enterprise Sicilia

Ci sono quelli che hanno un disperato bisogno di una ceretta da marzo, mentre altri hanno aspettato con ansia il momento in cui sarebbero tornati ad abbuffarsi di sushi all'all-you-can-eat. Per non parlare di chi sta già pensando a cosa fare quest'estate: dopo tre mesi passati in casa la voglia di uscire è tanta, che sia per una vacanza fuori o andare a vedere un nuovo film al cinema.

Ovviamente però non potrà essere tutto come prima: ecco le precauzioni che dovranno essere mantenute durante la fase due dai diversi tipi di attività commerciali.

 

Bar e ristoranti

Quello della ristorazione e dei bar è un settore che da sempre è motivo d'orgoglio per gli italiani. Non stupisce quindi che sin dagli inizi della quarantena molti si siano dimostrati preoccupati per il futuro delle attività che operano in questo ambito.

In molti hanno continuato a lavorare offrendo ai clienti offrendo cibo da asporto (o portando i pasti direttamente a casa), ma non è una soluzione applicabile per tutti i locali.

Una pizzeria dalle piccole dimensioni e che ha sempre incentrato il suo business sulle consegne ha sicuramente vissuto la situazione diversamente rispetto a tutti quei locali che invece attirano clienti per ragioni che non sono legate unicamente al cibo (come ad esempio una location elegante, oppure la presenza di molti tavoli che possano permettere di ospitare grandi feste ed eventi).

 

Le attività di questo tipo dovranno adottare diverse misure per garantire la sicurezza dei clienti. Alcune di queste sono:

  • igienizzare tutte le superfici con cui un cliente è venuto a contatto (ad esempio disinfettando un tavolo subito dopo averlo sparecchiato).
  • Fare in modo che non ci siano oggetti che vengano toccati in continuazione da persone diverse (come le bottigliette d'olio e aceto che si trovano spesso al ristorante, o i contenitori di zucchero al bancone dei bar). Se si continueranno ad adoperare questi oggetti, sarà necessario pulirli dopo ogni utilizzo.
  • Garantire il distanziamento sociale. Ci dovrà essere una distanza di almeno un metro tra i clienti, a meno che non ci siano delle protezioni fra gli individui che possano evitare la diffusione di goccioline di saliva (i cosidetti droplets). Proprio per questo proposito, è nata l'idea di utilizzare dei divisori in plexiglass. Molti però si sentono piuttosto scettici verso quest'ultima soluzione: l'idea di un “muro” tra i commensali in effetti toglie molto del bello di andare a mangiare fuori.
    In altre parti del mondo, alcuni ristoratori hanno anche adottato delle misure piuttosto fantasiose, come fare indossare ai clienti dei cappelli fatti di tubi galleggianti per costringerli a mantenere la distanza di sicurezza.
  • Conservare un elenco con i nomi e i contatti delle persone che hanno prenotato i tavoli, in caso di contagio del virus questo renderà più facile rintracciare tutte le persone che potrebbero essere coinvolte.

 

 

Strutture alberghiere

Secondo uno studio dell'Istat, se non ci fosse stata l'emergenza covid-19 nel periodo tra marzo e maggio il turismo in Italia avrebbe portato un guadagno di circa 9,4 miliardi di euro.

Anche se gli albergatori potranno tornare ad essere operativi in tempo per la stagione estiva, rimangono comunque tanti dubbi e incertezze sul destino del settore turistico.

Nel frattempo Federalberghi ha lavorato alla stesura del protocollo “Accoglienza sicura”, che prevede:

  • ulteriore attenzione alla pulizia delle camere, in particolare per quanto riguarda quegli oggetti che verranno toccati con mano da più ospiti (come i telecomandi o le maniglie delle porte). Inoltre si dovranno sanificare completamente le stanze ogni volta che ci sarà il passaggio tra un ospite e l'altro.
  • Cercare di velocizzare i check-in in hotel svolgendo parte della procedura su internet, questo al fine di evitare code alla reception.
  • Gli alberghi provvisti di ristorante dovranno munire lo staff di guanti e mascherine e si cercherà di privilegiare il servizio in camera.
  • Vengono sconsigliati i grandi buffet che spesso vengono offerti a colazione per evitare assembramenti degli ospiti. Per le strutture che non vorranno farne a meno, si raccomanda di fare in modo che non siano gli ospiti a servirsi (toccando quindi le varie posate da portata) e di assegnare a un cameriere il compito di riempire i vari piatti.

 

Parrucchierie, barbieri e centri estetici

Da marzo fino a ora molti italiani hanno portato avanti a una convivenza forzata con peli superflui, capelli troppo lunghi e unghie finte che ormai sembrano più degli artigli colorati.

Finalmente si può tornare a farsi coccolare dai propri pettinatori ed estetisti di fiducia, però anche qui sono necessari degli accorgimenti, tra cui:

  • obbligo di indossare guanti e mascherine. Nel caso di operazioni che richiedono una distanza ulteriormente ravvicinata (come le cerette) è raccomandato l'uso di visiere protettive o mascherine FFP2.
  • Evitare che i clienti rimangano nel salone per più tempo del dovuto; per questo motivo è consigliabile offrire dei servizi di consulenza online in modo che chi si presenti abbia già un'idea chiara del trattamento che vuole ricevere.
  • Assicurare la distanza di almeno un metro fra i clienti, eventualmente ricorrendo anche a spazi esterni.
  • Particolare cura dell'igiene delle mani, sia nei lavoratori che nei clienti, mettendo a disposizione soluzioni disinfettanti idro-alcoliche.
  • Quando possibile, sui clienti andranno utilizzati oggetti usa-e-getta (come camici di carta) per evitare contaminazioni. Tutti quegli strumenti che non sono mono-uso dovranno essere adeguatamente sterilizzati tra un cliente e l'altro.

 

Intrattenimento

A partire dal 15 giugno riapriranno anche le porte di cinema e teatri. È ancora presto per poter sapere con precisione come si muoveranno i gestori di queste attività, ma nel frattempo possiamo guardare le indicazioni riportate nel nuovo DPCM firmato da Conte:

  • gli spettacoli chiusi potranno ospitare massimo 200 persone; quelli all'aperto 1000. In entrambi i casi dovrà essere mantenuta la distanza di sicurezza di almeno un metro.
  • Assicurarsi che le strutture siano adeguatamente ventilate e favorire il ricambio d'aria fra uno spettacolo e l'altro.
  • Per evitare che si creino assembramenti durante le file per comprare i biglietti, bisognerà favorire strumenti telematici per le prenotazioni e i pagamenti. Inoltre sarà necessario apporre della segnaletica che ricordi l'obbligo di mantenere una distanza di almeno un metro fra gli individui anche all'ingresso del locale.
  • Saranno vietati il consumo e la vendita di cibo e bevande durante gli eventi.

 

A questo punto, non resta che augurare buona fortuna a tutti gli imprenditori che stanno lavorando duramente per offrire i propri servizi in tutta sicurezza durante una pandemia globale.

Non ci è dato sapere se #andràtuttobene, ma dobbiamo sicuramente sperarlo.

 

(Articolo scritto da Emanuela Figliuolo, immagine in evidenza realizzata da Christopher Monti)