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L’installazione della rete 5G nel mondo sta scatenando numerose polemiche nei social e sui giornali, non tutte le informazioni che si trovano, però, sono veritiere.

Uno stato generale di paura sta portando molte persone a pensare che ci sia una correlazione tra la diffusione del Coronavirus e il 5G.
Nell'ultimo mese si sono verificati diversi casi di assalti alle antenne o alle centraline della rete di ultima generazione. Dopo il Regno Unito, anche in Olanda si sono verificati diversi episodi di danneggiamento delle centraline.

 

Prime antenne bruciate anche in Italia

Anche nel nostro Paese si sono registrati i primi atti vandalici contro le antenne telefoniche: a Maddaloni (Caserta) migliaia di persone sono rimaste senza linea telefonica e internet a causa  dell’incendio doloso di apparati telefonici di rete Wind Tre e Iliad.
Tuttavia non si trattava di apparati 5G, ma di base station per la connettività 3G e 4G.
Paura? Vandalismo? Fatto sta che i cittadini sono rimasti senza copertura internet e telefonica in un periodo non certo facile in cui la rete rappresenta uno strumento fondamentale per combattere l’isolamento.
Tra l'altro a Maddaloni, la scorsa settimana, il sindaco Andrea De Filippo ha emanato un'ordinanza per vietare "la sperimentazione e l'installazione di sistemi di telecomunicazione in 5G su tutto il territorio comunale"

 

Con il 5G i batteri riescono a comunicare e a diffondersi più velocemente

Un’altra teoria complottistica sostiene, invece, che grazie alle reti 5G “i batteri riescano a comunicare e a diffondersi più velocemente”. Questa ipotesi è stata diffusa citando uno studio del 2011 di alcuni ricercatori Northeastern University di Boston e di quella di Perugia secondo cui i batteri “riuscirebbero a comunicare” attraverso un solito supporto elettromagnetico, studio che non è mai stato pienamente dimostrato. Il bello è che il coronavirus è, appunto, un virus e non un batterio.
Simon Clarke, professore associato di microbiologia cellulare presso l’University of Reading sostiene che: “le onde radio coinvolte nel 5G si trovano all’estremità a bassa frequenza dello spettro elettromagnetico. Meno potenti della luce solare, non sono abbastanza potenti da danneggiare le cellule, a differenza delle radiazioni all’estremità di frequenza più alta dello spettro che include i raggi X e i raggi UV” Inoltre, “sarebbe anche impossibile per il 5G trasmettere il virus – aggiunge Adam Finn, dell’Università di Bristol – poiché l’attuale epidemia è causata da un virus che si trasmette tra esseri umani. […] Virus e onde elettromagnetiche, che rendono possibile la comunicazione tra telefoni cellulari e Internet, funzionano diversamente. Gesso e formaggio sono diversi”

Ci sono paesi come l’Iran che non hanno iniziato la sperimentazione del 5G, ma dove il coronavirus ha fatto comunque tantissimi contagi. Tutto questo non ha comunque placato gli animi dei complottisti.

 

In rete, per fortuna, esistono anche episodi divertenti.

Si sta diffondendo una pratica di trolling che consiste nel modificare il nome della propria rete Wi-Fi domestica con frasi che possano mandare nel panico i vicini di casa, nel caso fossero NO-5G.

Si tratta di provocazioni di chi, ovviamente, non crede alle bufale che girano sul 5G  e prova a stuzzicare le paure di qualche vicino di casa credulone.
Ovviamente, tutte le teorie complottistiche sono follie senza senso. Le onde radio possono far male, ma il 5G opera con frequenze che siamo in grado di sopportare.

 

(Articolo scritto da Giovanni Cucuzza, immagine in evidenza realizzata da Christopher Monti)