Junior Enterprise Sicilia

(Articolo scritto da Dario Megna, immagine a cura di Salvatore Petralito)

Oggi siamo circondati da figure che rappresentano mostri sacri per la cultura del nuovo millennio, personaggi che hanno fatto la storia e continuano essere fonte d’ispirazione per le vecchie e nuove generazioni. Ci siamo chiesti, però, cosa sarebbe successo se in un certo istante della loro vita quei personaggi avessero scelto una strada diversa?

Abbiamo scelto così alcuni nomi e abbiamo provato ad analizzare le loro storie, fantasticando su un finale alternativo che le portasse ad essere totalmente diverse da ciò che sono oggi.
Amancio Ortega
La storia di questa puntata di Plot Twist ha come protagonista l’uomo più ricco d’Europa: Amancio Ortega. Il fondatore di Zara è stato incluso da Forbes nella top 10 dei volti con il patrimonio più alto del mondo. Inoltre, mentre il suo brand è uno dei più famosi del pianeta, è anche fondatore di Inditex, la multinazionale che serve i più diffusi negozi d’abbigliamento che sono dei veri e propri lussi di massa, come Pull&Bear, Bershka, Massimo Nutti, Stradivarius e, ovviamente, Zara. Ortega può esser definito un visionario nel suo campo, un grande imprenditore che con attenzione ha fatto dell’esperienza la sua arma vincente rendendolo la grande icona che è adesso.

PLOT TWIST

È proprio qui che interveniamo noi, provando a ribaltare le carte in gioco e immaginando un futuro alternativo. Per fare questo, torniamo indietro nel tempo, a quando Ortega era ancora un giovane commesso a La Coruna, in Galizia, che sceglie di mettersi in proprio per provare a far decollare la sua attività. Apre quindi nel 1972 le porte del suo negozio, Sprint, il primo passo nel grande mercato. Gli articoli erano vari, ma principalmente si trovavano vestaglie cucite dalla conduzione familiare e dischi musicali. Le vestaglie si distinguevano per l’ottima qualità accompagnata da un prezzo inferiore, ma non saranno quelle l’oggetto del nostro studio. Cosa sarebbe successo se fossero stati proprio quei dischi musicali a rendere nota la sua attività?

I Gipsy Kings in Galizia

Fantastichiamo un po’ e proviamo ad immaginare un evento che avrebbe totalmente stravolto la vita di Amancio. Scegliamo così un anno, il 1987, ed uno dei gruppi musicali che da lì a pochi anni avrebbero dominato le classifiche con Bamboleo, i Gipsy Kings. E se Pablo Reyes, uno dei chitarristi della band, fosse entrato nel suo negozio in occasione della tappa del tour proprio a La Coruna? La classica pausa dalla tournée, in cui l’artista lascia il posto all’appassionato di musica, che avrebbe portato Pablo a scambiare quattro chiacchiere con Ortega. Probabilmente, conoscendo la generosità del personaggio, per ringraziarlo della sua presenza, avrebbe scelto di regalargli una camicia e, perché no, chiedendogli di indossarla la sera stessa per l’esibizione. Da questo ipotetico incontro casuale, forzato ma non irrealizzabile, probabilmente la band avrebbe conosciuto gli albori dell’attività del futuro imprenditore, apprezzando i suoi capi che, con la cura dei dettagli, sembravano davvero pezzi unici. Un’amicizia che, con il passare dei mesi sarebbe potuta rimanere un bel ricordo o, perché no, una proposta per diventare lo stylist ufficiale dei Gipsy Kings in concomitanza della realizzazione del videoclip di Bamboleo.

Alla conquista dell’Europa

La band che riusciva ad unire la tradizione del flamenco con le nuove sonorità del mercato musicale avrebbe scelto Amancio Ortega per la cura dei propri outfit e, per l’importanza che la comunicazione avrebbe avuto nel mercato, sarebbe diventato anche il loro manager d’immagine, con la gestione degli scatti, delle apparizioni pubbliche e, successivamente, delle linee di merchandising di grande distribuzione. Ortega, però, avrebbe puntato ancora più in alto. La moda doveva andare di pari passo con la musica, con le loro fantasie, ma la filosofia a cui avrebbe fatto riferimento non era quella del classico flamenco, bensì all’eccentricità come quella di David Bowie. Avrebbe voluto conquistare l’industria musicale, rendendo gli artisti unici, traducendo la loro creatività musicale nella loro immagine comune.
Avrebbe continuato a lavorare sodo, entrando anche in contatto con altri artisti delle top charts, immaginiamo per esempio il duo Los Del Rio, che con la hit radiofonica da spiaggia Macarena gli avrebbe permesso di viaggiare, stringendo la mano ai più grandi artisti del momento. Ed è qui che ipotizziamo la svolta fatale della storia che abbiamo immaginato: l’incontro con il personaggio che avrebbe cambiato i giochi dell’industria musicale, Ricky Martin. Il giovane cantante portoricano sarebbe potuto essere l’uomo giusto per mettere in pratica tutti gli insegnamenti che Ortega aveva appreso dalla piccola bottega de La Coruna fino a quel momento. Non mi stupirei se Amancio avesse scelto di puntare su di lui come un cavallo vincente, facendo nascere così (Un, dos, tres) Maria. Un successo strabiliante a livello europeo: la musica latino-americana era una musica che arrivava senza filtri, genuina e di massa, proprio come oggi vengono categorizzati i capi d’abbigliamento di Zara. Nei suoi anni d’oro, Ricky Martin, oltre ad essere un performer, sarebbe potuto essere più di un modello, un attore, un volto pubblicitario, un burattinaio delle masse. Oltre al merchandising, sarebbe potuto diventare la rappresentazione di ciò che le donne volevano e gli uomini volevano essere, monitorando l’umore degli ascoltatori, i trend del momento, le statistiche favorevoli e non, offrendo al popolo per tutti gli anni successivi ciò che desiderava, diventando un idolo delle masse e una macchina da soldi. La formula magica era la fidelizzazione del pubblico e, da una semplice canzone, senza mai trascurare la qualità, Ricky Martin sarebbe potuto diventare più di una leggenda, grazie alle strade spianate da Ortega, il cui nome era sconosciuto dalle platee ma invidiato da tutti coloro che stavano dietro le quinte della discografia.

LA DISCOGRAFIA DI OGGI

E negli ultimi anni? Cosa sarebbe potuto succedere con un personaggio così versatile ed innovativo all’interno dei più importanti salotti musicali? Senza dubbio, avrebbe fondato la sua personale casa discografica, nonché azienda di comunicazione commmerciale, mantenendo i contatti con i più grandi stilisti come Donatella Versace che gli avrebbe permesso di lavorare con volti come Lady Gaga, creando un immaginario unico attorno alla figura regina del pop in America. Sempre negli Stati Uniti, avrebbe poi potuto lavorare a stretto contatto con i colossi indipendenti dello streetwear che sono esplosi dopo gli anni 2000, come Supreme, Stussy e Off-White, per poi affiancare personaggi come Kanye West nella nascita delle famose quanto ricercate Yeezy insieme ad Adidas. Infine, Amancio Ortega avrebbe potuto conquistare anche l’Italia, prima con la creazione del personaggio di Myss Keta e la sua indistinguibile mascherina, e poi non ci saremmo stupiti se ci fosse stato il suo zampino dietro le teatrali esibizioni di Achille Lauro a Sanremo 2020 in collaborazione con Gucci.

Le conclusioni

Amancio Ortega avrebbe potuto sfondare in qualsiasi scenario avesse voluto. La sua intraprendenza, la sua fame di successo, ma non di fama, non l’avrebbero fermato in qualsiasi campo. Abbiamo fantasticato sul mercato musicale, ma ciò che possiamo trarre come insegnamento è che la passione, se legata da uno studio e da un impegno, possono soltanto essere trainanti verso la vetta. La moda, oggi, è effettivamente parte della musica, entrambe racchiuse nell’arte che ci accompagna ogni giorno. Però, se il nostro sguardo luccica in un certo modo quando guardiamo qualcuno o qualcosa, è soltanto perché gli impulsi esterni vogliono farcelo vedere così.